Progettazione Guarigione

Cara guarigione, cosa devo aspettarmi da te?

Ho paura.

Dicono che scrivere aiuta a sopravvivere e in questo mondo “Se non fai niente, diventi niente”.

Ma io ho paura.

Ho paura di questo cambiamento.

Guarigione è libertà, essere gentili, amare se stessi e gli altri, non guardare al passato, ma pensare al futuro che ci aspetta e sorridere sempre.

Ma sono davvero sicura, di voler guarire?

Sono davvero sicura di voler abbandonare questo nido che mi sono costruita, per qualcosa di nuovo?

F.


Cos’è per me la guarigione?

E’ una spiaggia lontana che tento di raggiungere mentre sono in balia di una tempesta.

Ma non smetterò mai di sperare.

La guarigione è sofferenza, è un percorso lungo e duro, è una strada in salita, è una lotta contro se stessi, contro il nostro male, è una lotta per riconquistare il proprio futuro.

Ma, alla fine di questo percorso , la guarigione è rinascita, è vita, è libertà di pensiero e di azione, è equilibrio.

La guarigione è ritrovare il sorriso, gli amici, gli interessi, l’amore verso se stessi e verso gli altri.

E’ riscoprire se stessi, imparare ad accettarsi in tutto e per tutto e perdonarsi per i propri difetti.

La guarigione è la bellezza e la libertà di un sorriso.

La guarigione è tutto.

B.


E’ possibile guarire?

Me lo chiedo sempre, mi chiedo se un giorno potrò ritornare come quella ragazzina di 5 anni fa che amava la vita, aiutare gli altri, piena di sogni e speranze. Mi chiedo se ritornerò ad avere quella fame di imparare e conoscere cose nuove, e quella voglia di esprimere tutte le mie emozioni attraverso la danza, si, perché la danza era quel mondo magico in cui riuscivo ad essere veramente me stessa, e riuscivo ad essere libera.

Spesso mi rispondo che non riuscirò mai a risalire da questo buco nero in cui sono caduta, che non riuscirò a ritornare come quella di una volta, insomma la guarigione mi sembra qualcosa di lontano e di impossibile da raggiungere.

Ma poi, nei momenti più difficili, dopo aver toccato il fondo, dopo infiniti dolori e pianti, un piccolo barlume di luce si accende nell’infinito buio, è la speranza di poter farcela, è la speranza di guarire, ovvero di ricominciare a vivere, a sorridere, a far crescere il mio benessere. E’ il desiderio di ricominciare ad essere libera, di fare veramente quello che voglio, ovvero di ricominciare a danzare e studiare, per raggiungere i miei obbiettivi e diventare la persona adulta che veramente voglio essere.

Per me quindi la guarigione è qualcosa di difficile da raggiungere ma è possibile grazie al sostegno delle persone che mi stanno intorno e che mi vogliono veramente bene, e grazie all’aiuto di una giusta equipe di dottori che mi può aiutare a superare le mie difficoltà e paure. Da soli infatti non ce la si può fare, più volte mi sono detta “io sono forte e ce la farò da sola”, ma poi ricadere è stato molto più facile.

Spero veramente che un giorno potrò ritornare sorridente come quella ragazza che ero 5 anni fa.

G.


Avete mai passeggiato in montagna?

Per me scoprire quei paesaggi, quella dimensione naturale di bellezza, aria, colore e libertà,  mi ha spinto ad uscire dalla condizione di grigio, di soffocamento della bambina alla base di questo collage. Quei paesaggi mi hanno spinto a sperare, forse credere, nella guarigione.

Avete mai passeggiato in montagna?

Non serve a niente sbuffare, fermarsi continuamente, lamentarsi, trascinare i piedi. Quello che devi fare è invece rendere il passo più leggero, ed è proprio quella leggerezza che ti permette di affrontare poi tutta la salita, così come nella vita, senza pensare alla meta finale, ma godendoti il viaggio e il panorama.

A trasformare ogni piccolo e grande ostacolo in una sfida da accogliere con leggerezza me lo ha insegnato il Buddismo, ecco il perché della foto con il monaco in alto a destra.

La mia idea di guarigione la ritrovo in quei volti di donna nella parte alta del cartellone, nella naturalezza che hanno di appartenere e stare nel mondo che le circonda.

Quello che davvero sento nel cuore però, è che questo percorso di guarigione desidererei che fosse esteso al mondo intero.

“Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio. Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri.”

– Audrey Hepburn –

R.

 

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