Qual’è la meta di un viaggio?

Quante volte ci siamo ripromessi di intraprendere un lungo viaggio alla scoperta di nuove terre, città, culture, lingue e tradizioni? Probabilmente non si contano sulle dita di una mano, ma poi paure, incertezze e mille altre barriere hanno preso il sopravvento. Invece il viaggio è una continua ricerca di se, s’impara a fare affidamento sulle proprie risorse, magari che nemmeno si sarebbe pensato di avere! Quanto di voi hanno mai affrontato la guerra infinita di un aeroporto, completamente da sola/o? oppure mantenuto la calma di fronte alla condizione di essere all’una di notte in una città sconosciuta, carica di valige e senza chiavi di casa? Ed infine, chi ha dormito in un sacco della spazzatura con una cuffia in testa per sopravvivere in una casa non proprio da “malati di pulito”? Probabilmente nessuno (si, ci sentiamo a tutti gli effetti le “Bear Grills” dei poveri!). Però, sebbene per noi viaggio sia stato sinonimo di peripezie ed imprevisti da affrontare con arguzia che #ansialevateproprio, cosa ne abbiamo guadagnato? Abbiamo scelto di dire “NO!” alla timidezza, “NO!” alla paura, “NO!” al senso di terrore di non essere nella propria “comfort zone”, e “SI!” al buttarsi in ogni occasione, “SI!” ai cambiamenti, “SI!” al contare su se stessi. Il tutto però, senza dimenticarsi di lasciarsi anche trasportare dalla mutevolezza della vita, et dulcis in fundo, “fidatevi ed affidatevi a chi vi sta accanto, perché amarsi ed amare è bello, ma sentirsi amati ANCORA DI PIU’.

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