Uno scatto che fa volare la fantasia

Il ritmo.

La frenesia.

La velocità.

La fusione.

Ciò che mi attira, mi incuriosisce, mi piace.

La dinamicità di una grande metropoli.

Il futuro proiettato.

Tutto dentro un cuore.

Un’ideologia ben presente.

Ricercata.

Voluta.

Non ancora raggiunta.

Una curiosa contrapposizione.

Un limbo tra ragione e sentimento.

Il cervello sempre in piena corsa,

e il cuore che arranca a stento.

Un silenzioso bisogno di tempo.

Di cure.

Di pace.

Un disperato bisogno di amore.

L’energia e la forza per ripartire.

Affrontare il viaggio.

Ascoltando il mio ritmo.

Ascoltando il mio tempo.

Ascoltando me stessa.

Assaporare finalmente la gioia.

Tanto voluta.

Quella del cuore.

Assaporare finalmente la vita.

La Mia.


Quando scappava di casa, Lú, amava inoltrarsi fra gli alberi che circondavano la piccola casetta in montagna dei suoi genitori. Aveva da poco scoperto un piccolo luogo tutto per sé, il quale le faceva ricordare le mille fiabe raccontate dalla madre prima della buonanotte, quando ancora l’età glielo permetteva.

Quel luogo era colmo di mezz’alberi, in parte abbattuti dal tempo funesto, in parte dall’uomo, ricoperti da un manto erboso di malevole odore, seppur morbido al tatto, che la madre era solita raccogliere poco prima del Natale per imbastire il presepe.

Fra i rami del bosco penetravano raggi solari, quasi a voler illuminare quel piccolo nido unicamente per Lú; il candore permetteva alle foglie ricoperte da una leggera brina di splendere in tutta la loro bellezza e in tutto il loro colore, un rosso amorevolmente caldo.

Amava camminare sopra a quelle soffici foglie, a piedi nudi, lontano dagli occhi della madre pronta a rimproverarla; amava quel luogo; amava quel brivido di libertà che lo strappo alla regola creava, fra fantasia e libertà.

Quel luogo era magico, come la sua mente, come quelle scale, là, in fondo, che ancora Lú non aveva oltrepassato; il loro aspetto era decisamente precario, poco stabile, non sicuro, ma allo stesso tempo le trasmettevano un’irrefrenabile voglia di scoprire cosa ci potesse essere al di là di quei buffi gradini, magari un altro mondo, magari un semplice bosco.


Così, dopo una giornata intera di cammino, al calar del sole si fermarono. Decisero di accamparsi in quella radura deserta: piantarono la tenda e accesero un falò per riscaldarsi. Alice era stanca di camminare e si distese sopra una coperta con il viso rivolto all’insù cercando con lo sguardo la stella più luminosa. Il cielo era scuro ma limpido e anche Simone era affascinato da quella moltitudine di puntini luminosi che avevano la capacità di trasportarlo con la mente in una realtà fantastica, in un mondo senza guerre e in una vita senza diverbi con i colleghi, senza stress e spensierata. Alice la trovò; sì, ne era sicura, quella era la stella più luminosa di tutte! … Piccola ma luminosa. Un puntino nell’universo che però aveva un valore per lei. Si sentiva di poter essere a contatto con la persona che amava di più nella sua vita ed era felice. Lo sguardo di Simone fu attratto dalla stessa stella e insieme, senza saperlo, avevano cominciato un cammino; un percorso diverso da quello che stavano intraprendendo da qualche giorno ormai. Era il cammino alla ricerca di qualcosa di nuovo, qualcosa di cui probabilmente sentivano la mancanza entrambi, anche se non ne avevano mai parlato. Il chiarore del fuoco illuminava quella notte buia e silenziosa: attorno a quei corpi, c’era solo Natura e loro la amavano.


Immergersi nella lettura e nei libri.

Che cosa sono i libri?

Sono mondi fantastici, sono l’occasione per viaggiare con la mente, per visitare luoghi, vedere cose, conoscere persone, sentire odori, gustare cibi, lontani, esoteci, particolari, unici, irreali, che altrimenti, da soli, non avremmo l’occasione e l’opportunità di conoscere.

Ogni libro è un mondo

Con ogni storia che leggiamo giriamo il nostro film mentale.

A chi non è capitato di immaginarsi il protagonista di una storia, con una certa fisicità, di vederselo là davanti a sé mentre sta prendendo il the delle 17:00 insieme alla donna che ama ma a cui ancora non è riuscito a dichiararsi?

Ma oltre alla fisicità di personaggi noi lettori proviamo anche le loro emozioni: quante volte la sera non riusciamo a smettere di leggere perché l’enigma sta per essere svelato, l’assassino sta per essere scoperto o la guerra sta per decretare il vincitore?!

I libri possono essere tanto forti, se non di più della televisione e dei videogiochi, anche i libri hanno il potere di catturarci, quasi di “ipnotizzarci” e farci stare svegli per ore, fino a notte fonda.

I libri non sono solo divertimento e chiunque abbia studiato lo sa bene: i libri possono diventare anche “sofferenza”, quante volte noi studenti abbiamo “sputato sangue” sui libri di storia, geografia, letteratura, fisica o matematica?! Quante volte anche loro ci hanno tenuti svegli la notte o ci hanno fatto svegliare alle 5:00 di mattina per studiare e per poter fare decentemente una verifica, un’interrogazione od un esame?!

Questi libri non sono soltanto motivo di “sofferenza”, questi libri diventano fonte di sussistenza, l’unico strumento di soddisfazione per chi ha sete di conoscenza, per chi desidera conoscere tutto del mondo e degli uomini, per chi vuol sapere quali sono e come agiscono le forze fisiche del pianeta e dell’universo, per chi vuol conoscere la storia del proprio popolo o di quelli stranieri, per chi cerca una risposta ai grandi quesiti filosofici dell’umanità.

La grandezza e la grandiosità della letteratura, intesa come l’insieme di tutti i libri del mondo, sta nel fatto che esistono libri di ogni tipo, per ogni gusto. Io non credo tanto a chi dice «A me non piace leggere», piuttosto sarebbe più corretto dire «Non ho ancora trovato un libro od un genere di libri che mi piaccia».

Ogni volta che entro in una biblioteca od in una libreria le sensazioni che provo sono diverse tra loro: all’inizio sono affascinata dalla grande quantità di testi, è come se mi ci perdessi dentro, mi sento quasi disorientata, perché non so che cosa e dove guardare, non so da che parte incominciare per scegliere il prossimo libro da leggere o da comprare; e contemporaneamente a questo, ciò che penso è che «non mi basterebbe una vita intera per leggere tutti i libri del mondo», e mi sento quasi impotente o sconfitta di fronte a ciò, mi sento piccola piccola, insignificante davanti agli scaffali pieni di libri, davanti a così tanta ricchezza e varietà di sapere. Di fronte a tanta grandiosità non so mai da dove partire, che strada intraprendere.

Ciò che è importante è però che tutto il mondo, tutto il vivere poi non si fermi e non si limiti alla sola lettura: è vero che ogni volta che iniziamo un nuovo libro intraprendiamo un nuovo viaggio, un nuovo percorso, me è pur vero che non si deve dimenticare qual è la vita vera. I libri, da questo punto di vista, dovrebbero rimanere solamente lo stimolo che ci stuzzica la fantasia e la curiosità per vedere dal vivo, con i nostri occhi le meraviglie del mondo.

I libri sono una dimensione che non ha spazio-tempo.

I libri possono insegnarci sempre qualcosa di nuovo, sia che parlino del passato sia che parlino del futuro, sia quando sono ambientati in luoghi reali vicini o lontani, sia quando sono ambientati in posti immaginari, surreali.

I libri sono un mondo senza tempo perché è per adulti e ragazzi, piccini ed anziani, sono un mondo senza età, dove il giovane può sentirsi adulto, e dove l’anziano può ritornare bambino.


 

Principalmente, sfogliando l’album mi hanno colpito tre immagini.

La prima in assoluto è la bambino che si sposta dall’albero e si ritrova davanti questa meravigliosa e fiorente foresta. Se io potessi mi rinchiuderei in un luogo del genere, sperduto senza il minimo problema, potendo distendere i nervi ed essere me stessa. Mi ha sempre rilassato vedere le piante e gli animali, li trovo terapeutici per me, perché sin da quando ero piccola sono sempre stata in contatto con essi e soprattutto mi è sempre piaciuto interagire con loro perchè sono vivi, e non giudicano.

La seconda immagine che mi ha colpito è stata quella nella quale vengono liberate le farfalle dal barattolo e restituite alla vita. Mi fa pensare tanto alla mia situazione: ovvero l’anoressia è il barattolo, io sono la farfalla e le mani la mia forza di volontà. Piano piano riesco ad allentare sempre di più la presa e riuscirò a librarmi in cielo finalmente libera, e non vedo tanto lontano questo sogno.

La terza immagine è più che altro nostalgica perché si vedono due persone in primo piano con dietro San Pietro, e ovviamente mi fa venire in mente casa mia, il periodo in cui avevo ancora la scuola aperta lì accanto a San Pietro e ogni tanto, la mattijna andavo a guardarlo con il sole delicato della mattina che lo accarezza e, tutto quello che facevo a Rom, tutte le mie routine e spostamenti. Mi manca la mia frenetica Roma…


Vedere il mondo da quassù è così surreale, lo stomaco si chiude, sono sola.

Ciò che sto osservando è uno spettacolo meraviglioso, eppure non riesco ad apprezzarlo come vorrei. Lontana da ciò che era la ma vita, mi chiedo se mai potrò tornarci e magari vivere per davvero. L’assenza di gravità mi fa sentire più libera, ma è una libertà difficile da gestire.

Che poi mi chiedo: voglio veramente essere libera?

Il tempo passa e mi rendo conto che le paure provate da bambina sono le stesse che provo tutt’ora. Sognavo di diventare forte, coraggiosa, indipendente, temevo l’età adulta perché mi rendevo cono di non essere pronta. E più il tempo passava e più era difficile CAMBIARE.

Adesso sono qui e la domanda è sempre la stessa: cosa voglio davvero?


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