Genitori e figli: istruzioni per l’uso

AMANDO I FIGLI

(da: “Il Profeta del Vento” di Stefano Biavaschi – Edizioni S. Paolo)

“Sono essi i vostri educatori, perché attendono che voi siate nel bene prima di imitarvi.

Non fate ad essi doni, ma donate voi stessi. I doni sono il vostro alibi per non regalare voi a loro.

Consegnatevi nelle loro mani, perché hanno quella saggezza che voi perdeste.

Voi siete i seminatori dei loro campi, non i raccoglitori delle loro messi.”


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Questo brano mette in luce che:

  • Il legame tra genitori e figli è costituito da uno scambio reciproco:

ENTRAMBI danno e ricevono,

non datelo per scontato!

  • Spesso non ci si accorge  di un particolare: ogni genitore vuole sicuramente il meglio per il figlio e desidera tutelarlo da ciò che, oggettivamente e soggettivamente, reputa “male” nella società, ma a volte l’eccessiva protezione crea una campana di vetro in cui viene rinchiuso il fanciullo. L’inconsapevole iper-protezione diventa così motivo di incomprensione, limita e si scontra con gli interessi del figlio.
  • L’affetto di un genitore è il dono più prezioso per un figlio, che un bene materiale non potrà mai sostituire.

IL NODO DELL’AMORE

(da: “Un Regalo Para Ti” di Patricia Morgado Tapia)

In una scuola, durante una riunione con i genitori degli alunni, la Direttrice metteva in risalto l’appoggio che i genitori devono dare ai loro figli.
Capiva che, la maggior parte dei genitori della comunità erano lavoratori, ma chiedeva loro di passare il maggior tempo possibile con i propri figli, per ascoltarli e capirli.

Tuttavia, la direttrice rimase sorpresa quando un padre si alzò e spiegò, in maniera umile, che lui non aveva il tempo di parlare con suo figlio durante la settimana. Quando rientrava dal lavoro, molto tardi, il figlio era ormai addormentato. Quando usciva per andare al lavoro, era molto presto e suo figlio stava ancora dormendo. Spiegò, inoltre, che doveva lavorare in questo modo per provvedere al sostentamento della famiglia.

Dichiarò anche che non avere il tempo per suo figlio, l’angosciava molto e cercava di rimediare andando tutte le notti a baciarlo, quando arrivava a casa e, affinché suo figlio sapesse della sua presenza, faceva un nodo alla punta del lenzuolo. Questo succedeva religiosamente ogni notte in cui si recava a baciarlo. Quando il figlio si svegliava e vedeva il nodo, sapeva che suo papà era stato lì e lo aveva baciato. Il nodo era il mezzo di comunicazione fra loro.

La direttrice si emozionò per quella storia singolare e si sorprese ancora di più quando constatò che suo figlio, era uno dei migliori alunni della scuola.


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  • Quando si vuole bene a qualcuno, si trova sempre un modo per esprimerlo e  qualsiasi sia il modo in cui lo dimostriamo, verrà apprezzato in quanto vero.
  • Spesso diamo più importanza alle parole che ai sentimenti, come capita a volte che dietro grandi gesti non ci sia alcuna emozione, mentre con una semplice carezza si potrebbe trasmettere autentico affetto.
  • Non è la quantità di tempo dedicata ad un figlio che determina la forza del legame familiare, ma la qualità di ogni secondo passato assieme.
  • La crescita del figlio spesso richiede un cambiamento nelle modalità di approccio del genitore.

LA FAMIGLIA

(da: “Vivere, Amare, Capirsi” di Leo Buscaglia – Ed. Mondadori)

(…) Anche il concetto di noi stessi – chi siamo – lo apprendiamo soprattutto nella nostra famiglia. Nessuno insegna mai a essere genitori. All’improvviso vi ritrovate con un bambino vostro, ed è fatta. Potete sentire la responsabilità, ma potete filtrarla esclusivamente attraverso ciò che siete. Ecco perché questa mattina ho detto che la cosa più importante è che diventiate la persona più grande, più ricca d’amore del mondo… perché è questo che darete ai vostri figli… e a tutti coloro che incontrerete. (…)

(…) I nostri primi maestri sono i nostri genitori, i nostri familiari. Se non siamo più bambini, non possiamo dare la colpa ai genitori e ai familiari, perché genitori e familiari sono soltanto esseri umani come tutti gli altri. Hanno i loro problemi, le loro fragilità. Hanno la loro forza e le loro debolezze. Ci hanno insegnato soltanto ciò che sanno. Voi sarete finalmente adulti quando potrete rivolgervi all’uomo che è vostro padre o alla donna che è vostra madre e dire: “Sai, nonostante tutti i tuoi difetti, ti voglio bene” (…).


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  • Da bimbi i genitori sono i nostri punti di riferimento, i nostri maestri di vita. Crescendo e sviluppando una propria autonomia però anche il rapporto si modifica, divenendo un legame più critico basato sul confronto e non più sull’imitazione.
  • Per  l’instaurarsi di un rapporto critico è necessario riconoscere i propri genitori come umani, ovvero persone  con  pregi e difetti ed una loro vita aldilà del ruolo di genitore.
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