Pienezza interiore.

Con la malattia i sentimenti vengono appannati e coperti da qualcosa di più forte: i pensieri tormentosi che ti risucchiano in quel buio e maledetto vortice del dolore fisico e mentale.

Nulla conta più del controllo sul cibo, sul peso, sulle calorie. Sei così preso dal regolare ogni cifra che riguarda quest’ambito che ciò che ti passa attorno non vale più, diventa quasi invisibile. Numeri, dosi, misure. Tutto gira intorno a questo, e non importa se c’è chi soffre nel vederti così, se c’è chi ti ama o chi ha nostalgia di te. Tu non te ne accorgi. Ciò che riguarda la sfera emotiva è sbagliato, non è controllabile…

Le persone divengono comparse o, peggio, ostacoli lungo il tuo percorso in discesa. Diventi incapace di sostenere conversazioni sane, di avere contatti fisici di qualunque tipo, fino ad arrivare a non volere nemmeno più uscire, a rinchiuderti nel tuo mondo, in cui solo tu puoi stare, poichè nessun altro è in grado di comprenderti.

Guardi le persone negli occhi e non sei capace di leggerci nulla, guardi te stesso negli occhi e ciò che provi è uno sconfortante senso di tristezza.

Solitudine, malinconia, rabbia, questo riesci a vedere in te.

Quando ho iniziato a sentirmi meglio, sono stata sopraffatta da un tornado emozionale che non mi lasciava un attimo in pace.

Appena torni a vivere certe sensazioni sei pervaso da un incredibile timore: di non riuscire a gestirti, di ricadere in quello contro cui stai lottando, a causa della vulnerabilità, a causa del fatto che sta tornando ad appartenerti una realtà che va ben oltre le certezze numeriche su cui avevi fatto affidamento fino a poco prima…

Sono passati diversi mesi da quando il mio ricovero è terminato e per quanto io alle volte avrei voluto soffocare ciò che sentivo, per quanto spesso mi chiedo ancora perchè sia così difficile alle volte accettare ciò che proviamo, sono consapevole del fatto che vivere senza sentimenti, non è vivere.

Ora sono in grado di godermi momenti, gesti e soprattutto, la compagnia delle persone. Non ci penso più a desiderare la solitudine, a rinunciare ad un abbraccio, ad un sorriso che posso donare o che può essermi donato.

Le emozioni danno un valore a ciò che ci circonda, lo rendono memorabile, è così bello non sentirsi più vuoti, guardarsi in faccia e potersi dire orgogliosi di sè… Poter scrutare nei propri occhi quella luce, quel grido che dice a tutto il mondo  ”Io sono qui,io ce l’ho fatta. ”.

Vanessa

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  1. Sono stata ortoressica…ricordo ancora quel freddo.I rapporti umani,nella loro fragilità e imperfezione, sono quanto di più bello questa vita abbia da offrire.

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