chi siamo?noi, ragazze del GAP

 

 

Chi siamo???Noi, ragazze del GAP!

Tante volte mi sono chiesta in struttura cosa volesse significare l’etichetta o come meglio vogliamo classificare l’espressione GAP. Ecco, ora ci faccio parte e quella strana dicitura non significa altro se non appartamento o meglio gruppo appartamento. La Casa delle Farfalle infatti si divide in due gruppi, uno più grande composto da 15 persone che fanno parte della comunità e altre 6 che fanno parte del gruppo appartamento.

Per poter entrare nella Casa delle Farfalle bisogna prima passare presso gli ambulatori dei DCA nei quali, tramite specifiche visite si decide se il paziente può essere curato solo ambulatorialmente o ha bisogno di maggiore aiuto perché solo non ce la fa e si decide così per il ricovero.

Negli ultimi anni purtroppo i D.A. stanno sempre più prendendo piede nella popolazione soprattutto nei giovanissimi, colpendo sia il sesso femminile che quello maschile.

Finalmente questa patologia viene riconosciuta come una vera e propria malattia che deve quindi essere curata.

Le persone che entrano a far parte della Comunità Casa delle Farfalle iniziano il loro percorso riabilitativo che si svolge 24 ore su 24 per chi viene ricoverato in regime residenziale (la Comunità dispone di 10 posti letto) oppure di day-hospital per chi ha la possibilità di frequentare il centro solo di giorno (5 posti), quindi approssimativamente per chi è del posto o abita nelle vicinanze.

Il percorso riabilitativo oltre che ovviamente far curare i pazienti tiene conto dei loro impegni. Infatti prevede la possibilità per i ragazzi di poter continuare il loro percorso scolastico grazie ai collegamenti con la scuola che vengono fatti tramite Skype direttamente con i professori e la classe. Se le condizioni fisiche lo permettono, il paziente può anche continuare la sua formazione lavorativa scegliendo ad esempio di essere ricoverato in regime di day-hospital avendo così la possibilità di essere assistito comunque durante i pasti. Stessa identica cosa per gli altri pazienti  in dh che entrano in comunità alle 7:30 del mattino e tornano a casa alle 20:30 la sera. Purtroppo non tutte le persone riescono a frequentare il centro solo in regime dh ed è proprio per questo che è stata creata la struttura Casa delle Farfalle. Le persone infatti con maggiore difficoltà vengono ricoverate in regime residenziale. Ricordiamoci però che la Casa delle Farfalle è una struttura riabilitativa e in quanto tale non può ricoverare persone con condizioni fisiche critiche o troppo gravi. Qui i pazienti sono seguiti 24 ore su 24 dalle 6:45 del mattino quando vengono svegliati dalle oss fino alle 23:00 la sera quando la oss di turno augura la buonanotte.

La giornata tipo di un paziente ricoverato presso la Casa delle Farfalle è sveglia ore 6:45, poi ci si prepara e alle 7:30 si va tutti in sala da pranzo per la colazione. Dopo di che si va a riordinare le stanze e ogniuno provvede al rifacimento del proprio letto. Nella mattinata e nel pomeriggio si ha sia tempo libero per poter svolgere i propri hobbies, interessi personali, lettura, film tv sia quello dedicato alla partecipazione ai gruppi riabilitativi se la giornata lo prevede e i collegamenti con la scuola. Le attività ricreative sono l’ attività di giardinaggio, le gite organizzate, il corso di acqua gym in piscina, le creazioni con perline, la pittura, danzaterapia, patchwork, sempre se le condizioni fisiche lo permettono. Inoltre c’è l’ attività di volontariato dei clown che viene svolta a cicli di periodi dove queste figure vengono a intrattenerci per strapparci un sorriso e personalmente devo dire che ci riescono più che pienamente facendoci partecipare a diverse attività creative.

Immagine

(Immagine tratta da Google immagini clown volontariato)

Durante il giorno il percorso riabilitativo prevede lo spuntino mattutino e quello pomeridiano. Alle 12:30 c’è il pranzo e alle 19 la cena. Dopo di che si ha il libero accesso ai pc e all’uso dei telefoni cellulari. Contemporaneamente si può far uso delle docce.

Da questo elenco si può ben capire come la vita delle pazienti viene ben scandita da degli orari e quindi anche da delle regole sia morali che di buona convivenza. All’inizio del percorso le persone vengono maggiormente accompagnate nel loro cammino riabilitativo, sono cioè assistite ai pasti ma anche nell’ uso del bagno (il quale viene chiuso sempre 1 ora dopo tutti i pasti) e della doccia. Pian piano con il passare del tempo quando i pazienti acquistano maggiore autonomia fisica e mentale se sono maggiorenni hanno la possibilità di proseguire il loro percorso all’interno dell’appartamento.

Eccoci queste siamo noi, ragazze del GAP.

Siamo sempre le stesse ragazze che senza tante speranze, avvolte dal quel vortice di pessimismo siamo entrate a far parte della comunità Casa delle Farfalle . Siamo arrivate fin qua lottando a denti stretti con tutte le nostre forze e siamo andate avanti cercando di spezzare le catene da quella bestia di malattia che non voleva darci pace. Se siamo arrivate fino a qua vuol dire che ce l’ abbiamo fatta e stiamo scrivendo tutto ciò per voi, anime fragili che state leggendo queste parole. Voi non siete sole, noi siamo qui per aiutarvi, per raccontare le nostre esperienze, per tendervi una mano, una mano amica che vi possa far uscire da quel tunnel che è l’innominabile malattia.

Facciamo ora un passo indietro e vediamo cos’è nella realtà questo GAP.

Il Gap è formato da un massimo di 6 persone( perché 6 sono i posti letto) che tutte insieme collaborano ogni giorno per continuare a combattere. Qui, proprio grazie al percorso fatto in comunità i pazienti hanno raggiunto un  livello di benessere fisico maggiore e sono in grado di gestirsi autonomamente preparandosi colazione, pranzo, cena e spuntini, facendosi il bucato e mandando avanti le faccende di casa. Non si viene però abbandonati a se stessi. Infatti un’ oss è comunque sempre presente per metà giornata .

Possiamo dunque concludere dicendo un grazie a tutte le oss, infermiere, medici nutrizionisti, dietisti, psicologhe psichiatri per averci accompagnato nel nostro cammino da quando, anime fragili siamo entrate in comunità fino ad ora che in appartamento stiamo spiccando il volo verso una vita degna di chiamarsi tale. Oggi possiamo dire di essere tornate ad essere delle ragazze “normali”che coltivano le proprie passioni e i propri hobby con però molti sogni  per il futuro, un futuro sicuramente migliore e ricco di gioia. Ricordiamo infine che esiste la possibilità di fare un percorso diverso, quello ambulatoriale, non meno importante che da la possibilità di essere seguiti da tutte le figure mediche poco fa citate, settimanalmente o mensilmente a seconda del caso.

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One Comment Add yours

  1. Paolo says:

    Forza ragazze! Anche se con tante difficoltà, la vita è sempre bella e ci riserva tante bellissime sorprese. A proposito, purtroppo hanno chiuso la casa delle farfalle (quelle piccoline) di Bordano, perché non ne aprite una voi? Vi servirebbe una serra, per cominciare… magari è solo un sogno, ma non si sa mai che si realizzi. Ciao!

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